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Benché il mandolino sia legato all’immagine folclorica dell’Italia, la sua presenza nella musica colta è testimoniata dalle moltissime partiture conservate nei musei e nelle biblioteche di tutta l’Europa. A partire dalla seconda metà del ‘700 questo strumento, nato in Italia nel XVI secolo, si diffuse nelle corti europee, dove erano attivi i maestri italiani di mandolino, sia come esecutori che come insegnanti. Similmente al virginale in Inghilterra, il mandolino era, infatti, utilizzato per l’educazione musicale delle giovinette. Vivaldi lo aveva utilizzato come strumento solista nelle composizioni concertistiche, Mozart nel Don Giovanni, e, in epoca moderna, Schonberg e Mahler, tra gli altri, hanno inserito il mandolino nelle loro opere.

Nei quartetti proposti, il mandolino svolge un ruolo estremamente diverso. Nei tre quartetti di Francesco Giuliani, compositore poco noto, omonimo del più famoso chitarrista e compositore, la presenza del mandolino viene interpretata in senso cameristico, con una funzione di sostegno ritmico ed armonico, nonché di coloritura timbrica. Un ruolo da vero e proprio virtuoso è riservato al mandolino da Giovanni Hoffmann, le cui partiture rivelano un’ottima conoscenza sia delle risorse tecniche sia delle sfumature espressive dello strumento. Di Giovanni Hoffmann, come di Francesco Giuliani, si hanno pochissime notizie. Si presume sia viennese e la sua musica, all’epoca molto apprezzata, fu pubblicata proprio a Vienna.

 

La giovane formazione mandolino in classico, composta da Luca Mereu al mandolino, Enrico Orlando al violino e Luca Ragusa alla Viola e Paola Cecconi al violoncello, dal 1996 è attiva nella ricerca, revisione del patrimonio-sopratutto manoscritti mai eseguiti e pubblicati - per mandolino che costituisce il repertorio dei concerti che ha eseguito per committenti privati e per importanti istituzioni pubbliche.

Mandolino: Luca Mereu
Violino: Enrico Orlando
Viole: Luca Ragusa, Marcello Sirignano
Violoncello: Paola Cecconi

Recordered, mixed and mastered at Cantoberon Studio (Rome) by Massimiliano Nevi - www.cantoberon.it

artwork by Rita Giacalone